
Smaltimento
Vernici, bombole e batterie: i rifiuti speciali che si trovano in cantina
Cosa fare delle latte di vernice, bombole del gas, batterie, oli, solventi, medicinali e lastre di eternit trovati in cantine e box: rischi, flussi di conferimento, cosa segnalare.
In quasi ogni cantina e box genovese ci sono latte di vernice, una bombola del gas, batterie dell’auto, oli e solventi. Non vanno nei cassonetti né nel sacco degli ingombranti: hanno flussi dedicati e alcuni sono pericolosi da muovere. Ecco cosa fare, voce per voce.
Vernici, solventi, colle
Latte semipiene, barattoli induriti, diluenti, colle. In quantità domestiche si conferiscono nelle isole ecologiche come rifiuti urbani pericolosi. Non travasate, non mescolate, non versate nel lavandino. Mettetele in una scatola, in piedi, con i coperchi.
Bombole del gas
Bombole delle vecchie stufe, bomboletti da campeggio, estintori. Le bombole grandi vanno restituite al distributore o conferite nei flussi dedicati; non vanno abbandonate né aperte. Se non sapete se sono vuote, trattatele come piene.
Batterie
Batterie dell’auto e della moto (piombo): contengono acido e vanno nei flussi dedicati, in piedi, senza rovesciarle. Pile e batterie piccole nei contenitori dei negozi e delle isole ecologiche. Batterie al litio di trapani e bici: mai nel sacco generico, rischio incendio.
Oli
Olio motore, olio da cucina esausto: contenitori chiusi, flussi separati. Non nel lavandino, non nel terreno.
Medicinali
I farmaci scaduti vanno nei contenitori delle farmacie. Nelle case ereditate ce ne sono sempre scatole intere.
Lastre di eternit e amianto
Vecchie tettoie, canne fumarie, pannelli. Non vanno toccate, spezzate o spostate: serve un’impresa autorizzata alla rimozione dell’amianto. Se durante uno sgombero troviamo materiale sospetto, ci fermiamo e vi indichiamo chi è autorizzato.
Cosa fare prima dello sgombero
Mettere questi materiali in un angolo, senza mescolarli, e segnalarli nel preventivo. La squadra arriva attrezzata e li conferisce nei flussi giusti; il costo è indicato a parte.
Come riconoscere un materiale pericoloso senza etichetta
Latte arrugginite senza scritte, taniche con liquidi colorati, sacchetti di polvere: se non sapete cosa sono, non annusate e non aprite. Fotografate, mettete da parte e segnalate. Un’etichetta parzialmente leggibile aiuta: le parole “infiammabile”, “corrosivo”, “tossico” e i simboli arancioni o rossi dicono già molto.
Le stufe e le canne fumarie
Nelle cantine e nei box si trovano vecchie stufe a gas con la bombola ancora collegata, stufe a kerosene con il serbatoio pieno, tubi di canne fumarie che possono essere in fibrocemento. La stufa si scollega e si svuota, la bombola va nel suo flusso, il tubo sospetto non si tocca. Ditecelo prima e arriviamo attrezzati.
Quanto costa il conferimento dei materiali speciali
Vernici e solventi in quantità domestiche hanno un costo contenuto; bombole e batterie dell’auto un costo per pezzo; inerti e calcinacci si pagano al volume; l’amianto è un lavoro a parte di un’impresa specializzata. Nel preventivo li indichiamo riga per riga, così sapete cosa state pagando e perché.
Le quantità
Le isole ecologiche accettano i rifiuti pericolosi dai privati in quantità domestiche: qualche latta, una batteria, una bombola. Quando la cantina ne contiene decine (l’ex imbianchino, il meccanico dilettante, il magazzino del negozio chiuso), la quantità diventa da attività e il conferimento richiede un’impresa con documentazione. Ditecelo: la differenza è nel preventivo, non nella disponibilità.
Cosa non toccare
Lastre ondulate grigie di vecchie tettoie, tubi di canne fumarie in fibrocemento, pannelli isolanti sospetti, contenitori con etichette di sostanze chimiche industriali, bombole arrugginite con valvola bloccata. Fotografate da lontano e chiamate. Per l’amianto la legge richiede un’impresa autorizzata e un piano di lavoro; non è un lavoro di sgombero.
Il costo di non farlo
Vernici versate nel lavandino finiscono nel depuratore e nel mare; una batteria abbandonata rilascia acido; una bombola nei cassonetti può esplodere nel compattatore. Le sanzioni sono alte e, nei casi gravi, penali. Il conferimento corretto costa poche decine di euro per la maggior parte delle cantine.
Dove vanno, uno per uno
Vernici e solventi: rifiuti urbani pericolosi, contenitori chiusi, isola ecologica o conferimento dedicato. Bombole GPL: restituzione al distributore o flusso dedicato, mai nei cassonetti. Bombolette spray: se vuote con il metallo, se piene come pericolose. Batterie al piombo: flusso dedicato, in piedi. Pile e batterie piccole: contenitori dedicati. Batterie al litio: flusso dedicato, separate, senza schiacciarle. Oli minerali: flusso dedicato. Olio da cucina: flusso dedicato. Medicinali: farmacie. Estintori: restituzione al fornitore o flusso dedicato. Amianto: impresa autorizzata. Prodotti chimici senza etichetta: come pericolosi, con analisi se la quantità è rilevante.
La cantina dell’ex artigiano
Quando la cantina era di un imbianchino, un meccanico, un elettricista o un idraulico, le quantità sono da attività e non da casa: cinquanta latte, dieci batterie, tubi, cavi, compressori con olio, bombole di ossigeno e acetilene. Il conferimento richiede formulari e un mezzo attrezzato, e il prezzo è diverso da una cantina normale. Fotografate tutto e diteci il mestiere di chi la usava: lo capiamo subito.
Com’è andata in un caso reale
Box a Pegli con dodici latte di vernice, una bombola, due batterie dell’auto e una tanica di olio. Segnalati con una foto prima dello sgombero: conferimento dedicato in un carico separato, il resto del box svuotato nello stesso pomeriggio.
Domande frequenti
Portate via le vernici?
Sì, con conferimento dedicato. Vanno segnalate.
E le bombole?
Sì, nei flussi corretti. Non apritele.
L’amianto?
No: serve un’impresa autorizzata. Vi indichiamo come procedere.
Costa di più?
Sì, ha conferimenti propri: lo indichiamo nel preventivo.
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